una mano lava l'altra
sabato 6 giugno 2009
Mentre il petrolio è risalito a quasi 70$/barile...
...qualcuno si impegna per la gente
per cambiare davvero
lunedì 1 giugno 2009
lunedì 25 maggio 2009
Ecco come votare...
...alla circoscrizione di Castellamare (che va dal fiume fino a Montesilvano colli esclusi)...

...e al comune di Pescara

mi raccomando la scheda rosa!

...e al comune di Pescara

mi raccomando la scheda rosa!
mercoledì 20 maggio 2009
Mi candido alla circoscrizione Castellamare di Pescara con IdV-Di Pietro!!!
Ragazzi è ufficiale, mi candido!
Molti amici e conoscenti mi hanno chiesto il perchè. Il primo motivo è la simpatia e la stima che ho nei riguardi di Antonio Di Pietro dai tempi del liceo: una persona onesta, che ha rivelato e condannato da pm molte tipiche magagne italiane, dimettendosi dalla magistratura quando una persona da lui indagata lo ha accusato a sua volta, mostrando un esemplare rifiuto del conflitto di interessi. Secondo motivo, da mio padre ho ricevuto la passione per la politica, per la giustizia, per un cristianesimo attivo e non bigotto. Terzo, da studente di ingegneria sono estremamente favorevole ad uno sviluppo basato su tecnologie pulite, eco compatibili, etiche: la strada delle energie rinnovabili va in questa direzione, e se un giorno sarò un politico che conta, questo sarà il mio primo obiettivo, lo sviluppo basato sulle energie non-oil. Quarto, la proposta di candidarmi mi è stata fatta dal consigliere regionale dell'IdV Camillo Sulpizio, che ringrazio; è un amico di mio padre, si sono conosciuti -purtroppo- nel reparto di cardiologia come pazienti un anno fa.
Su facebook ho creato un gruppo di sostegno alla mia candidatura. Io appoggio inoltre come consigliere comunale Adelchi Sulpizio, avvocato e amico di mamma, figlio di Camillo. Grazie a lui ho avuto materiale elettorale, guida e sostegno.
Nella mia circoscrizione si candida come presidente della coalizione di centro-sinistra sempre con l'IdV Lea Del Greco, che anche qui ringrazio per l'aiuto.
Sulla scheda rosa barrate il simbolo dell'IdV e scrivete accanto al simbolo il mio cognome, PATRONCINI ! A presto foto esplicative. Ciauuuuu!
domenica 12 aprile 2009
Dopo il terremoto a L'Aquila: sono sopravvissuto.
Questo l'ho scritto di getto su una panchina sulla strada parco domenica 12 aprile, a sei giorni dal terremoto.
A Pescara mi sembra di camminare sulla superficialità fatta cemento e asfalto. Non dappertutto ovviamente, solo in alcune parti della città, quale per esempio esemplare il centro della città. Questo consumismo di cui avevo già parlato quasi mi nausea, l’apparire “show for show sake” riempie i miei occhi che hanno visto qualcosa che li ha riempiti e li terrà satolli per il tempo necessario. Esemplare anche il fatto che per una settimana non ho ascoltato musica di mia spontanea volontà; solo ieri ho ripreso in mano l’i-pod e mtv, che quasi come in una pregie ascoltata mia ha riservato un bel quartetto di favorites. Tiziano mi dice che la mia vita non passerà, e Carmen dice di non essere per niente stanca. In quanto a musica portami in cielo nel piazzale della scuola allievi ufficiali della guardia di finanza mi è bastato: ma poiché non c’è limite alla voglia umana avrei gradito la presenza di Andrea a supportare questo miserere pieno di speranza.
Ho pensato: e il futuro? Non mi preoccupa l’organizzazione di esami e tesi, né il fatto di dover cambiare probabilmente sede universitaria l’anno prossimo; è che per un attimo non ho visto scopi reali, e anche l’intenso pensare sulle possibilità della mia relazione con Melissa è svanito. Ho sentito poco l’ambientale alla messa del mercoledì santo di Eusebio al catechumenion, ,ma dopo ieri una parola è tornata. Tutto passa, gli affetti , le cose , le persone , i progetti , la vita; e ora vicino a me c’è un ragazzo ben vestito, carino, su una bici, che si è fermato a parlare per quello che può con un signore: lui non può parlare quasi per niente, sembrano tutti suoni lamentosi, ma capisce benissimo, e si aiuta con i gesti; io la parola ce l’ho ancora, ma non posso affidarmi ad essa come ad un’ancora infinita, poiché anche la batteria di questo f3jp si esaurirà. Solo l’amore resta.
Andrea è sopravvissuto alla casa dello studente, e meno male, perché mi ha spezzato la parola del profeta: anche se i monti vacillassero – e hanno vacillato alla grande – la mia promessa è eterna, e tu non finirai, perché l’amore supera tutte le barriere dell’esistenza. E ieri dopo sei giorni di pensiero costante rivolto al terremoto e un mini attacco di panico a letto, non ho pensato per un paio d’ore a tutto questo. Sia ben inteso, io non voglio dimenticare niente: non ho visto morti, non sono uscito in modo fortunoso e miracoloso dalle macerie, i miei parenti e amici sono incolumi, tranne un amico conoscente di ingegneria, la casa mia è distrutta, ma non è di mia proprietà; insomma volendo sono il meno colpito di tutta la faccenda. Eppure non c’è più casa leonardis, il cuore della nostra vita universitaria, di mille uscite , di mille avventure andate male con ragazze e donne più o meno disponibili, di ubriacature, di ore passate a parlare degli amici che ci sono o che ti tradiscono, di Cristo, allenamento e cene pantagrueliche a base di tonno, pane e prosciutto che si taglia, e poi tantissima musica, e tanto studio di notte per recuperare i giorni passati a non fare niente. Come sono attaccato alle affettività!
Quello che più ti resta dentro è la sofferenza che leggi negli occhi delle persone, e la consapevolezza che li capisci, almeno in parte, più di tutto il resto d’Italia, perché là tu c’eri, anche tu sei stato svegliato dal rumore basso e assordante del tremore, e poi il letto che si muove e camminare a piedi nudi sui calcinacci, la porte che non si vuole aprire perché tutto è deformato, tutti i tuoi oggetti per terra che non noti neanche perché la tua preoccupazione è una giacca, gli occhiali e il portatile, e solo dopo è necessari infilarsi i pantaloni, cosa importa uscire in mutande? Non aiuta molto la consapevolezza di aver salvato un gruppo di persone chiuse nel proprio condominio, intrappolate e in panico reale, né l’aver aiutato per otto ore impiedi senza calze nelle scarpe la polizia a deviare il traffico e far entrare agevolmente le colonne di soccorsi. La sera stessa c’è stata una voglia forte, mia e di Manuel, di tornare a l’aquila: come stare a casa, sicuri, nel letto, sapendo che lì c’è ancora moltissimo da fare, da scavare, da recuperare, da consolare, da organizzare, da salutare e vedere e dire “sono contento che tu sia vivo”.
Eppure Cristo è risorto, e ci viene a donare la vita eterna già da questa vita terrena, insieme a persecuzione e croce. La mia croce è la mia storia, il non avere un obiettivo. Credo a questo punto che questa croce dovrò tenermela ben stretta, perché è evidente: è la mia scala di giacobbe. E il tatuaggio sulla mano, il mio nome inciso sulle palme delle sue mani, che farà in modo che non si scordi mai di me, e io di lui, è scritto e inciso con il ferro di un chiodo.
A Pescara mi sembra di camminare sulla superficialità fatta cemento e asfalto. Non dappertutto ovviamente, solo in alcune parti della città, quale per esempio esemplare il centro della città. Questo consumismo di cui avevo già parlato quasi mi nausea, l’apparire “show for show sake” riempie i miei occhi che hanno visto qualcosa che li ha riempiti e li terrà satolli per il tempo necessario. Esemplare anche il fatto che per una settimana non ho ascoltato musica di mia spontanea volontà; solo ieri ho ripreso in mano l’i-pod e mtv, che quasi come in una pregie ascoltata mia ha riservato un bel quartetto di favorites. Tiziano mi dice che la mia vita non passerà, e Carmen dice di non essere per niente stanca. In quanto a musica portami in cielo nel piazzale della scuola allievi ufficiali della guardia di finanza mi è bastato: ma poiché non c’è limite alla voglia umana avrei gradito la presenza di Andrea a supportare questo miserere pieno di speranza.
Ho pensato: e il futuro? Non mi preoccupa l’organizzazione di esami e tesi, né il fatto di dover cambiare probabilmente sede universitaria l’anno prossimo; è che per un attimo non ho visto scopi reali, e anche l’intenso pensare sulle possibilità della mia relazione con Melissa è svanito. Ho sentito poco l’ambientale alla messa del mercoledì santo di Eusebio al catechumenion, ,ma dopo ieri una parola è tornata. Tutto passa, gli affetti , le cose , le persone , i progetti , la vita; e ora vicino a me c’è un ragazzo ben vestito, carino, su una bici, che si è fermato a parlare per quello che può con un signore: lui non può parlare quasi per niente, sembrano tutti suoni lamentosi, ma capisce benissimo, e si aiuta con i gesti; io la parola ce l’ho ancora, ma non posso affidarmi ad essa come ad un’ancora infinita, poiché anche la batteria di questo f3jp si esaurirà. Solo l’amore resta.
Andrea è sopravvissuto alla casa dello studente, e meno male, perché mi ha spezzato la parola del profeta: anche se i monti vacillassero – e hanno vacillato alla grande – la mia promessa è eterna, e tu non finirai, perché l’amore supera tutte le barriere dell’esistenza. E ieri dopo sei giorni di pensiero costante rivolto al terremoto e un mini attacco di panico a letto, non ho pensato per un paio d’ore a tutto questo. Sia ben inteso, io non voglio dimenticare niente: non ho visto morti, non sono uscito in modo fortunoso e miracoloso dalle macerie, i miei parenti e amici sono incolumi, tranne un amico conoscente di ingegneria, la casa mia è distrutta, ma non è di mia proprietà; insomma volendo sono il meno colpito di tutta la faccenda. Eppure non c’è più casa leonardis, il cuore della nostra vita universitaria, di mille uscite , di mille avventure andate male con ragazze e donne più o meno disponibili, di ubriacature, di ore passate a parlare degli amici che ci sono o che ti tradiscono, di Cristo, allenamento e cene pantagrueliche a base di tonno, pane e prosciutto che si taglia, e poi tantissima musica, e tanto studio di notte per recuperare i giorni passati a non fare niente. Come sono attaccato alle affettività!
Quello che più ti resta dentro è la sofferenza che leggi negli occhi delle persone, e la consapevolezza che li capisci, almeno in parte, più di tutto il resto d’Italia, perché là tu c’eri, anche tu sei stato svegliato dal rumore basso e assordante del tremore, e poi il letto che si muove e camminare a piedi nudi sui calcinacci, la porte che non si vuole aprire perché tutto è deformato, tutti i tuoi oggetti per terra che non noti neanche perché la tua preoccupazione è una giacca, gli occhiali e il portatile, e solo dopo è necessari infilarsi i pantaloni, cosa importa uscire in mutande? Non aiuta molto la consapevolezza di aver salvato un gruppo di persone chiuse nel proprio condominio, intrappolate e in panico reale, né l’aver aiutato per otto ore impiedi senza calze nelle scarpe la polizia a deviare il traffico e far entrare agevolmente le colonne di soccorsi. La sera stessa c’è stata una voglia forte, mia e di Manuel, di tornare a l’aquila: come stare a casa, sicuri, nel letto, sapendo che lì c’è ancora moltissimo da fare, da scavare, da recuperare, da consolare, da organizzare, da salutare e vedere e dire “sono contento che tu sia vivo”.
Eppure Cristo è risorto, e ci viene a donare la vita eterna già da questa vita terrena, insieme a persecuzione e croce. La mia croce è la mia storia, il non avere un obiettivo. Credo a questo punto che questa croce dovrò tenermela ben stretta, perché è evidente: è la mia scala di giacobbe. E il tatuaggio sulla mano, il mio nome inciso sulle palme delle sue mani, che farà in modo che non si scordi mai di me, e io di lui, è scritto e inciso con il ferro di un chiodo.
domenica 5 aprile 2009
Villeneuve vs Arnoux: GP F1 Francia (Digione) 1979
Uno dei duelli migliori della f1: traiettorie che sfidano le leggi fisiche, controllo del pilota oltre l'umano, turbo e aspirato che combattono ad armi pari grazie alla maestria dei due... fantastico.
sabato 4 aprile 2009
Trema terra treemaaaaa...
O aquilani, vi sembra di aver sentito un altro terremoto, ma forse ormai è la vostra immaginazione? Dopo il terremoto di grado 4° richter volete sapere qual'è stata la potenza sprigionata dall'ultimo sussultorio??? Ecco il link facile facile che fa per voi. Se in generale volete saperne di più e in modo rigoroso e scientifico consultate il sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia . Inoltre ho inserito un simpatico tool html sulla sinistra che riporta l'attuale prezzo del petrolio scambiato in borsa, con i report dell'ultimo mese-quadrimestre-anno/i. Se ci cliccate sopra inoltre nel sito troverete una sezione dedicata al lavoro nel settore petrolifero.
Jaa ne!
Jaa ne!
mercoledì 25 marzo 2009
Dove sono stato?
Eh sì, molti hanno pensato che sono sparito; e in effetti il blog lo diserto da molto tempo, come ho disertato la città dell'Aquila per quasi due mesi. A febbraio infatti sono stato a studiare a pescara per gli esami, ed ho anche iniziato il passaggio della traditio, con tutti i suoi incontri; poi sono andato dopo gli esami in turchia per una settimana, e al ritorno ho ripreso a studiare sempre a pescara per via degli incontri. Sapete che a casa al mare non ho internet, vero? Ora il passaggio è finito: hanno fuso la comunità di mia sorella con la mia - ora siamo la terza - e non ci hanno fato fare niente: niente andare in giro per case. Invece di andare avanti, andiamo indietro alla grande... ed è sicuramente meglio per tutti noi prenderci questa "pausa" di riflessione, me in primis.
Anzi direi di più: sto cercando di capire cosa volgio fare da grande. Università, lavoro, master, vocazione, melissa... Sto cercando la combinazione, quella migliore, che non per forza contenga tutto: sento che posso selezionare, fare una scelta, posso fare come giosia che riforma israele, o come il padre che fa un macello: di tutte le parole che ho sentito ai pellegrinaggi, e non ne ho fatti pochi, questa è l'unica che mi è rimasta; e il fatto che paolo me l'ha spezzata, per me è importantissimo... cmq vadano le cose, dice che sarò re; di cosa poi sta a me deciderlo. Sara, tu sai cosa devi fare per me in questi casi, vero? E cmq se passi a l'aquila vieniti a prendere un estathè a casa mia :)
Anzi direi di più: sto cercando di capire cosa volgio fare da grande. Università, lavoro, master, vocazione, melissa... Sto cercando la combinazione, quella migliore, che non per forza contenga tutto: sento che posso selezionare, fare una scelta, posso fare come giosia che riforma israele, o come il padre che fa un macello: di tutte le parole che ho sentito ai pellegrinaggi, e non ne ho fatti pochi, questa è l'unica che mi è rimasta; e il fatto che paolo me l'ha spezzata, per me è importantissimo... cmq vadano le cose, dice che sarò re; di cosa poi sta a me deciderlo. Sara, tu sai cosa devi fare per me in questi casi, vero? E cmq se passi a l'aquila vieniti a prendere un estathè a casa mia :)
martedì 13 gennaio 2009
Una strada per Mario Magnotta
Da bravo quasi-aquilano anche io ho sottoscritto la petizione per intitolare una via a Mario Magnotta, di cui sentii le famose telefonate quando avevo circa 12 anni, cioè nel lontano 1997, non so se su mp3 o grazie ad una cassetta doppiata, non ricordo; cmq sebbene non sono affatto d'accordo sul fare scherzi così pesanti, che hanno provocato nel povero bidello le sue famose esternazioni, direi che Mario è un inno all'umanità imperfetta e semplice, quella di cui non tutti facciamo parte; imperfetti tutti, sì, ma semplici...

NB l'ansa dice che ci sono 200 firme, ma al momento ne sono ben 18290!!!

RIP 1942-2009
NB l'ansa dice che ci sono 200 firme, ma al momento ne sono ben 18290!!!
lunedì 12 gennaio 2009
Come salvare un giapponese
Se è vero che a capodanno in Italia, o meglio a napoli si muore per fuochi d'artificio e pallottole vaganti, in Giappone gli anziani muoiono per soffocamento da mochi , un cibo che se non masticato bene può risultare fatale... e allora ecco come fare!!!
Ah è tipico anche mangiare gli toshikoshi soba, degli spaghetti da mangiare freddi o in brodo, un po' come le nostre lenticchie e cotechino. Molto meno mortale!
Mi è sembrato di capire qualcosa di quello che dicono i due tizi, dopo che la cavia è stata salvata : "Nin sshtì bone?" "Sto 'na favola!" "Ma chi sttì ddì?" "Shting' come na frezza! 'Ngulo! Che ficata!" "Freeeghete che ficata!" "Grazie mille!"
NB il dialogo è stato tradotto non in italiano, ma in pescarese...
Ah è tipico anche mangiare gli toshikoshi soba, degli spaghetti da mangiare freddi o in brodo, un po' come le nostre lenticchie e cotechino. Molto meno mortale!
Mi è sembrato di capire qualcosa di quello che dicono i due tizi, dopo che la cavia è stata salvata : "Nin sshtì bone?" "Sto 'na favola!" "Ma chi sttì ddì?" "Shting' come na frezza! 'Ngulo! Che ficata!" "Freeeghete che ficata!" "Grazie mille!"
NB il dialogo è stato tradotto non in italiano, ma in pescarese...
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