Aquilani in cammino - Trekking costiero dal Tronto al Trigno / L'Aquila earthquake victims on the road - 133 km of coast trekking in Abruzzo
Il vizio di camminare non lo abbiamo perso mai! In mancanza di tutte le salite e discese della nostra città e delle montagne che la circondano, vogliamo proporre una camminata collettiva lungo l'Adriatico, che attraversi l'Abruzzo dal confine settentrionale con le Marche a quello meridionale con il Molise.
L'invito a camminare insieme è rivolto a tutti (Aquilani e non) e assolutamente aperto. Ognuno è libero di aderire alla passeggiata nei modi che più gli sono congeniali: che sia per tutta la sua lunghezza e durata, per una singola tappa o anche soltanto per pochi metri.
Si tratta sì di un evento sportivo (e in parte anche turistico), ma non vogliamo certo fare mistero del valore simbolico che lo accompagna. Intraprendere questa marcia può essere un'occasione di incontro e di dialogo, un'occasione per non perdere le buone abitudini, come quella delle escursioni e del contatto con la natura, per elaborare attraverso l'esercizio fisico il lutto e il dramma dello sradicamento, per appropriarsi spiritualmente di un territorio in cui molti di noi si trovano a vivere in un costante stato di sospensione e incertezza, ed è anche un'occasione per i non Aquilani di manifestare la propria solidarietà unendosi al cammino. E soprattutto la nostra speranza è che questa passeggiata sia preludio ad un prossimo ritorno all'Aquila...
Il luogo deputato a fungere da sentiero sarà, dove possibile, la battigia (bagnasciuga), spazio pubblico e libero per antonomasia. La marcia (a meno di imprevisti) partirà il 19 agosto dalla sponda sud del fiume Tronto e si concluderà il 24 agosto sulla sponda nord del fiume Trigno, per un totale di circa 133 km, articolati nelle seguenti tappe:
- 19 agosto: Martinsicuro - Cologna Spiaggia, 20 km;
- 20 agosto: Cologna Spiaggia - Silvi Marina, 24 km;
- 21 agosto: Silvi Marina - Francavilla, 23 km;
- 22 agosto: Francavilla - Fossacesia Marina, 28 km;
- 23 agosto: Fossacesia Marina - Lido di Casalbordino, 15 km;
- 24 agosto: Lido di Casalbordino - San Salvo Marina 23 km.
Le tappe non sono eccessivamente lunghe, e non saranno affrontate nelle ore più calde della giornata, ma su per giù in fasce orarie comprese fra le 6 e le 11.30 di mattina e fra le 16 e le 20 di sera. Tuttavia sarà necessario un minimo di resistenza, non solo fisica, ma anche mentale, visto che l'impegno e lo sforzo saranno costanti e aggravati dal carico dello zaino, e data l'assenza di giornate di riposo e la brevità di momenti di recupero. Si consiglia di munirsi di molta acqua.
È sottinteso che sarà responsabilità di ciascuno provvedere a sé stesso per quanto riguarda vitto e alloggio.
Ci auguriamo che l'iniziativa possa coinvolgere il più alto numero di persone e invitiamo tutti a diffonderla (tramite facebook o altri mezzi).
A presto!
Per ulteriori informazioni / For further information:
Valerio Congeduti
valeriocongeduti@alice.it
3480335512
una mano lava l'altra
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sabato 1 agosto 2009
sabato 6 giugno 2009
Mentre il petrolio è risalito a quasi 70$/barile...
...qualcuno si impegna per la gente
per cambiare davvero
lunedì 1 giugno 2009
mercoledì 20 maggio 2009
Mi candido alla circoscrizione Castellamare di Pescara con IdV-Di Pietro!!!
Ragazzi è ufficiale, mi candido!
Molti amici e conoscenti mi hanno chiesto il perchè. Il primo motivo è la simpatia e la stima che ho nei riguardi di Antonio Di Pietro dai tempi del liceo: una persona onesta, che ha rivelato e condannato da pm molte tipiche magagne italiane, dimettendosi dalla magistratura quando una persona da lui indagata lo ha accusato a sua volta, mostrando un esemplare rifiuto del conflitto di interessi. Secondo motivo, da mio padre ho ricevuto la passione per la politica, per la giustizia, per un cristianesimo attivo e non bigotto. Terzo, da studente di ingegneria sono estremamente favorevole ad uno sviluppo basato su tecnologie pulite, eco compatibili, etiche: la strada delle energie rinnovabili va in questa direzione, e se un giorno sarò un politico che conta, questo sarà il mio primo obiettivo, lo sviluppo basato sulle energie non-oil. Quarto, la proposta di candidarmi mi è stata fatta dal consigliere regionale dell'IdV Camillo Sulpizio, che ringrazio; è un amico di mio padre, si sono conosciuti -purtroppo- nel reparto di cardiologia come pazienti un anno fa.
Su facebook ho creato un gruppo di sostegno alla mia candidatura. Io appoggio inoltre come consigliere comunale Adelchi Sulpizio, avvocato e amico di mamma, figlio di Camillo. Grazie a lui ho avuto materiale elettorale, guida e sostegno.
Nella mia circoscrizione si candida come presidente della coalizione di centro-sinistra sempre con l'IdV Lea Del Greco, che anche qui ringrazio per l'aiuto.
Sulla scheda rosa barrate il simbolo dell'IdV e scrivete accanto al simbolo il mio cognome, PATRONCINI ! A presto foto esplicative. Ciauuuuu!
sabato 21 giugno 2008
15 agosto 2007

Il sale, l’aceto, l’olio.
Solo un po’ d’olio, è quello che ci vuole dopo una giornata al lago. Caldo, stanchezza, muscoli doloranti, battute ammiccanti, e lui che domani deve andare al lavoro. Resti ancora un po’ qui, ho una cosa che mi ha riportato mio fratello da molto lontano.

Fa caldo e sudo, non ho il solito odore di sale e pelle, il lago lascia su di te sensazioni lascive di olio e putridume, quando scendi nell’acqua nera di melma e non vedi niente, se non il fondo delle tue fantasie… stenditi pure qua, non senti che tira aria calda, è il meglio che possa darti, chiudi gli occhi. Anche tu hai il mio stesso sapore, sapore di chi sa bene cosa sta facendo, e si abbandona all’altrui corpo. Basta poco e tu sei sopra di me, con le braccia che solcano i miei capelli, e ancora quel sapore su di te, lo voglio vedere se è così ovunque. Finestre aperte, lenzuola pulite, luce che entra dalla luna levante, ombre semichiare che esaltano la tua femminilità, e quel chiarore che nascondi a tutti, ora mio, il segreto sognato e le colline della tua terra, le curve morbide e il tuo monte… c’è l’olio, e ormai tutto freme per spingersi oltre, oltre le mie e le tue inibizioni.
domenica 25 maggio 2008
Abitudine di una settimana fa

Oggi tornando a Pescara mi è successa una cosa strana, una sensazione mai provata. Non ero nella città in cui avevo vissuto per venti anni, ma in una grande metropoli internazionale. A Tokyo per esattezza. Molti dei miei amici sanno che ultimamente mi sto riappassionando di Giappone; questa sensazione non è stata dovuta al fatto che mi sto rincoglionendo di fronte a dorama e anime, ma ad un motivo molto più semplice. Sono stato due settimane a l’aquila, e sono tornato a Pescara con la macchina grande di papà. Sono dovuto passare dal centro, poiché ho saltato l’uscita dell’asse attrezzato, andando a pagare ben 50c di casello in più per neanche 20 km. Poi ho preso la circonvallazione direzione Francavilla, al posto di Montesilvano, uscendo infine alla rotatoria dopo il ponte, vicino alla capitaneria di porto. Che umidità. Se non apro i finestrini o accendo l’aria condizionata, il vetro si appanna subito; e la maglia di lana sopra la t-shirt dà veramente fastidio; sembra che non mi sia lavato stamattina, tanto la pelle del viso mi sembra appiccicosa. Welcome back, baby boy.
Pescara puzza. Puzza di gente che pullula il centro anche la domenica sera, per partecipare a non so quale evento o aperitivo con gli amici, solo perché ora che il tempo è bello, vale la pena uscire appena si può. Ma dove mi trovavo fino a due ora prima, non era così. Lì uscire per il centro è un vero piacere. Non devi prendere la macchina, non passano le macchine, tutto è illuminato, e camminando verso il duomo i piccoli gruppi di ragazzi si fanno via via più numerosi; il venerdì è un giorno speciale poi. Molti studenti universitari se ne sono andati, ed è perfino possibile entrare all’irish di piazza san Biagio; in compenso non ti puoi avvicinare al bar duomo, e alla sua cocaina a fiumi. Poco importa, non ci devo passare per forza. Se poi sto con una fantastica compagnia di Claudia, Pamela, Gaia e Federico, veramente la tranquillità si impossessa della tua anima, uno zacapa e un avana 7, plus gelato del bar, e volano i risparmi, raramente spesi così bene. I Sigur Ros, la canna da zucchero che ti accarezza le guance, e che disinfetta le delicate faringi di Fè, e la canzone personale universale di Franco Battiato ci cura. Può succedere addirittura di andare a teatro senza avere la pretesa di vedere qualcosa di culturale, e di uscire commossi dalla apertura di un gruppo di ragazzi, che si muovono a tempo di una musica mal mixata. Peccato solo che non ci sia Matteo, perché con lui ho condiviso i giorni prima che hanno permesso a tutto questo di succedere, compresa la traversa – o era un palo?- di bombetta, dopo il passaggio filtrante della bottiglia, che prima era stata decisamente poco filtrata …
Allora tornare a Pescara è entrare in una Milano che avevi dimenticato, una Tokyo che non vedevi da tre mesi abbondanti, eppure non ti mancava. Ma dopo due semafori, pensi che ti piace. Sì, ti piace assai. Ti piace il semaforo verde, perché c’è un traffico dannato. Ti piacciono i lavori mai finiti da quando è in carica D’Alfonso, ti piace il tamarro che con la sua punto verde del 98 ti sorpassa e si mette nella corsia sbagliata, per scattare prima al semaforo. Ti piace l’umidità e la puzza. Ti piace quel trans, che lavora già dalle nove di sera in pieno centro, con quel suo mento prominente, e di femminile neanche i vestiti, che a qualcuno comunque piaceranno. Gli autobus che girano, i lampioni, la luna con l’alone di sporcizia che ben si addice ad una domenica sera di maggio con 22 gradi centigradi. Eppure la mia città è piccola, solo dieci anni fa potevo giocare per strada e avventurarmi tra le dune dell’ex tracciato ferroviario.
Abitudine. Cazzo, ecco cos’era! Solo una fottutissima abitudine. Mi sono abituato male a stare bene in quel paesone di 80k abitanti, e 20k studenti. Abitudine. Chissà se succederà lo stesso, trasferendomi dalla tranquilla provincia di Lanchester alla city, perché mi hanno trasferito lì se non voglio perdere il posto. O se dopo un disonorevole licenziamento da una grande keiretsu, proverò il contrario trasferendomi ad Atessa. O a Ripatransone, o Ferrara … non lo so. Domani devo studiare, altrimenti non lo potrò mai sapere, e magari l’impegno, questo sì diventi un’abitudine. Welcome back, baby boy.
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