una mano lava l'altra

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sabato 1 agosto 2009

Forse ci vado!

Aquilani in cammino - Trekking costiero dal Tronto al Trigno / L'Aquila earthquake victims on the road - 133 km of coast trekking in Abruzzo

Il vizio di camminare non lo abbiamo perso mai! In mancanza di tutte le salite e discese della nostra città e delle montagne che la circondano, vogliamo proporre una camminata collettiva lungo l'Adriatico, che attraversi l'Abruzzo dal confine settentrionale con le Marche a quello meridionale con il Molise.
L'invito a camminare insieme è rivolto a tutti (Aquilani e non) e assolutamente aperto. Ognuno è libero di aderire alla passeggiata nei modi che più gli sono congeniali: che sia per tutta la sua lunghezza e durata, per una singola tappa o anche soltanto per pochi metri.
Si tratta sì di un evento sportivo (e in parte anche turistico), ma non vogliamo certo fare mistero del valore simbolico che lo accompagna. Intraprendere questa marcia può essere un'occasione di incontro e di dialogo, un'occasione per non perdere le buone abitudini, come quella delle escursioni e del contatto con la natura, per elaborare attraverso l'esercizio fisico il lutto e il dramma dello sradicamento, per appropriarsi spiritualmente di un territorio in cui molti di noi si trovano a vivere in un costante stato di sospensione e incertezza, ed è anche un'occasione per i non Aquilani di manifestare la propria solidarietà unendosi al cammino. E soprattutto la nostra speranza è che questa passeggiata sia preludio ad un prossimo ritorno all'Aquila...

Il luogo deputato a fungere da sentiero sarà, dove possibile, la battigia (bagnasciuga), spazio pubblico e libero per antonomasia. La marcia (a meno di imprevisti) partirà il 19 agosto dalla sponda sud del fiume Tronto e si concluderà il 24 agosto sulla sponda nord del fiume Trigno, per un totale di circa 133 km, articolati nelle seguenti tappe:

- 19 agosto: Martinsicuro - Cologna Spiaggia, 20 km;

- 20 agosto: Cologna Spiaggia - Silvi Marina, 24 km;

- 21 agosto: Silvi Marina - Francavilla, 23 km;

- 22 agosto: Francavilla - Fossacesia Marina, 28 km;

- 23 agosto: Fossacesia Marina - Lido di Casalbordino, 15 km;

- 24 agosto: Lido di Casalbordino - San Salvo Marina 23 km.

Le tappe non sono eccessivamente lunghe, e non saranno affrontate nelle ore più calde della giornata, ma su per giù in fasce orarie comprese fra le 6 e le 11.30 di mattina e fra le 16 e le 20 di sera. Tuttavia sarà necessario un minimo di resistenza, non solo fisica, ma anche mentale, visto che l'impegno e lo sforzo saranno costanti e aggravati dal carico dello zaino, e data l'assenza di giornate di riposo e la brevità di momenti di recupero. Si consiglia di munirsi di molta acqua.

È sottinteso che sarà responsabilità di ciascuno provvedere a sé stesso per quanto riguarda vitto e alloggio.

Ci auguriamo che l'iniziativa possa coinvolgere il più alto numero di persone e invitiamo tutti a diffonderla (tramite facebook o altri mezzi).

A presto!




Per ulteriori informazioni / For further information:

Valerio Congeduti

valeriocongeduti@alice.it

3480335512

martedì 9 dicembre 2008

... hai capito, che sei destinata a ripartire...

Alice s'è persa a Tokyo. I Clash si sono persi in un supermarket nei primi anni ottanta.
Io mi sono perso nella mia città una volta.

 Per essere precisi, non è mia città d'origine, quella in cui ho speso ben 20 anni della mia vita: è la mia città universitaria, che occupo da ottobre 2004, abitando sempre nello stesso appartamento, con gli stessi coinquilini, se si esclude Matteo che si è trasferito a Parma, ed è stato sostituito da Valerio, che ascolta gli Air e la musica elettronica. La prima volta che ho visitato questa città è stato per cercare casa insieme ai miei gentori e a quelli di Manu e Matteo. L'impatto è stato devastante: vie strette, piene di curve, salite e discese, nessun punto di riferimento evidente, molte zone pedonali e a senso unico, sampietrini, e una zona appena fuori dal centro storico architettonicamente orribile. Io vengo da Pescara, una città che si sviluppa prevalentemente sulla costa, dove le vie sono o parellele o perpendicolari alla nazionale adriatica; la situazione si complica un po' solo salendo sui colli.
Da universitario vivo in pieno centro. La mia via è intitolata al primo stampatore d'Abruzzo, l'italianissimo(!) Adamo da Rothwill; pur essendo in pieno centro, è una delle vie più silenziose e tranquille, forse a causa della stazione della guardia di finanza a pochi metri, e forse perchè è a traffico limitato, e non ci sono negozi, e dal lato di via Verdi per arrivarci devi farti quattro simpatiche rampe di scale... prendendo appunto le famose "scalette", dove i giovani si imboscano per pomiciare, fumare, litigare con la ragazza, e il giovedì e sabato notte espletare le loro minzioni da ubriachi, si arriva a via Verdi, e di là sei già sul corso, vicino ai quattro cantoni-dove si incrociano via Roma e il Corso- , e i portici, costruzioni con colonne che ti accompagnano fino a Piazza Duomo, dove c'è il mercato: in tutto cinque minuti di passo moderato, forse neanche un kilometro. Dalla piazza poi puoi fare tre cose: scendere verso Porta Napoli, continuando a costeggiare negozi per sfociare nella zona residenziale della villa comunale, scendere verso piazza San Biagio e i suoi tanti locali notturni. Basta? No.
Esise una zona praticamente ignorata da tutti. Vi capita mai di passare vicino ad un posto, e non fermarvici mai, e chiedersi cosa mai ci sarà lì? E' tipica di chi fa mille volte lo stesso percorso, questa sensazione. A me capita ogni volta che passo sulla strada che porta da Pescara a l'Aquila di fronte a San Pio delle Camere: c'è un castello, o una torre fortificata, o forse è un'abbazia... ecco, non so neanche cosa sia: prima o poi dovrò andarci. La zona aquilana ignorata è compresa tra la basilica di san bernardino, le sue scalette, via fortebraccio, il maracatù e costa masciarelli. Non c'è praticamente niente lì, se non case alquanto antiche, l'una a ridosso dell'altra, fatte di mura spessissime e alti recinti.
Perchè dovrei mai passarci?

  Ed una sera di due anni fa, d'estate, dopo una piacevole serata con gli amici, rientrando a casa verso le 02am mi sono detto: non voglio dormire. Era come quella canzone della Bandabardò, "ho la testa":
amico non ti addormentare
il sonno odialo perchè
ti ruba il tempo per sognare,
dai vieni, è pronto un caffè...
amico non mi abbandonare
il sonno ti perdonerà
c'è sherazade a raccontare,
e a tenere sveglia la città...
e ho la testa che mi dice
di andare a colorare
i muri delle case da non abbandonare,
e ho la testa che mi dice
sì tu di notte và a suonare
per fare compagnia a chi si vuole amare...
L'aria piacevolmente fresca, la luna quasi piena, e nessuno per strada. Ottimo, inizia a camminare, poi si vedrà dove andare. Ed eccomi infilarmi in uno strettissimo e ripido calle, fermandomi a leggere i nomi dei fortunati proprietari di quelle case, sporgendomi oltre i cancelli, che spesso si schiudono a piccole vie private, ostriche iniziatiche che donano perle di piccole porte di legno, scale e ringhiere di ferro battuto e minuscoli orti e vasi di fiori, canne fumarie di camini, ingressi in vetro diretti sul viottolo, ed archi in pietra con iniziali scolpite, jhs... La cosa stupefacente è passare dietro ad un alto muro, intravedere la cima di un albero maestoso rinchiuso in uno spazio minuscolo: tanti piccoli giardini segreti.
E con la bocca aperta, tra curve, discese ardite e risalite, mi sono perso.

  ...e quindi uscimmo a riveder le stelle, mi è venuto in mente sbucando da una via su un muretto che permette di vedere un bel po' di l'aquila, illuminata da lampioni sfocati... dove mi trovo? ma sto veramente a l'aquila? perchè tutto questo mi è sempre stato nascosto? ho seriamente pensato che esistesse una città nascosta, cose che capitano solo nel signore degli anelli, o in harry potter, o nel medio evo; poi capire che da lì ero passato più e più volte, ma avevo sempre visto tutto da un punto di visto diverso, quello misero di cercare un parcheggio...

 Uno dei miei sogni è passare un anno in giro per l'italia e il mondo, vivendo di fortuna o lavorando in bar, o svolgendo la professione di ingegnere, imparando inglese, tedesco e giapponese, e conoscendo; un po' come il vecchio Kintaro Oe, al grido di "imparo!imparo!imparo!"...


                                           e perdermi ancora

venerdì 14 novembre 2008

Vale non ci vuole svelare i segreti della raccolta dei fagiolini



Altre foto della scampagnata fatta a settembre a paganica, nella piccola tenuta di Valentina, le potete trovare qui .
La giornata è stata all'insegna del divertimento puro, della pecora alla brace - altro che arrosticini!- , pallavolo stile don orione grave, e del buio pesto la sera, il tutto condito da una buona dose di insetti! olè
ps come potete vedere, il cammino neocatecumenale non fa male solo a me....

sabato 21 giugno 2008

15 agosto 2007



Il sale, l’aceto, l’olio.
 Solo un po’ d’olio, è quello che ci vuole dopo una giornata al lago. Caldo, stanchezza, muscoli doloranti, battute ammiccanti, e lui che domani deve andare al lavoro. Resti ancora un po’ qui, ho una cosa che mi ha riportato mio fratello da molto lontano. 



                                                                                     Fa caldo e sudo, non ho il solito odore di sale e pelle, il lago lascia su di te sensazioni lascive di olio e putridume, quando scendi nell’acqua nera di melma e non vedi niente, se non il fondo delle tue fantasie… stenditi pure qua, non senti che tira aria calda, è il meglio che possa darti, chiudi gli occhi. Anche tu hai il mio stesso sapore, sapore di chi sa bene cosa sta facendo, e si abbandona all’altrui corpo. Basta poco e tu sei sopra di me, con le braccia che solcano i miei capelli, e ancora quel sapore su di te, lo voglio vedere se è così ovunque. Finestre aperte, lenzuola pulite, luce che entra dalla luna levante, ombre semichiare che esaltano la tua femminilità, e quel chiarore che nascondi a tutti, ora mio, il segreto sognato e le colline della tua terra, le curve morbide e il tuo monte… c’è l’olio, e ormai tutto freme per spingersi oltre, oltre le mie e le tue inibizioni. 

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