una mano lava l'altra

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lunedì 9 gennaio 2012

Giustizia per Mimmo Razzè


Il fratello di una mia amica il 30 luglio 2010 è morto in un incidente stradale sul raccordo anulare a bordo della sua moto. Tragica fatalità? Non proprio: la prima affrettata e imprecisa perizia, e alcune testimonianze raccolte tardivamente danno la quasi certezza che sia stato un pirata della strada a tamponare e a far perdere il controllo a Mimmo Razzè.
D
opo 18 mesi il processo rischia di chiudersi. Senza altre indagini, senza un perchè. Ecco l'appello della sorella Laura, affinchè grazie alla mobilitazione del web si possa fare qualcosa.
"Anche se non lo conoscevate, anche se pensate che sia inutile condividerlo, vi chiedo di farlo. Il web può essere un mezzo potente e, con un pò di fortuna, lo leggeranno le persone che il 15 febbraio dovranno decidere sulle sorti di questo processo e magari chiederanno ulteriori indagini anzichè la definitiva archiviazione. nell'ultimo anno e mezzo mi sono resa conto quanto la morte di un ragazzo qualunque, figlio e fratello di persone qualunque, possa essere banalizzata, distorta, burocratizzata e ridicolizzata da persone che posso essere definite in tutti i modi tranne che persone qualunque. Purtroppo mi sono anche resa conto che se tuo fratello muore la giustizia (o presunta tale) non ti permette di perdere nemmeno un minuto a piangere ma ti costringe in un nanosecondo a diventare esperto in materia e scaltro e a fare le mosse giuste. Ma io quel minuto l'ho perso a piangere e c'ho messo un anno e mezzo anzichè un nanosecondo a capire le dinamiche della giustizia. E il solo ed unico risultato è l'archiviazione. Beh, mio fratello non è mai stato un cretino e non è caduto da solo!"


domenica 12 luglio 2009

Sito americano incita all'odio contro la gente di Okinawa e al genocidio

Ho pubblicato su giapponegiappone.it un articolo che oltre a ricordare brevemente il genocidio di Okinawa durante la seconda guerra mondiale, segnala una pagina di myspace scritta da un soldato americano che incita all'odio razzista e al genocidio. Ecco l'articolo e il link alla suddetta pagina:

Sito americano incita all'odio contro la gente di Okinawa e al genocidio
Domenica 12 Luglio 2009 15:36 Lorenzo Petroncini


Il genocidio di Okinawa é una delle pagine più drammatiche della seconda guerra mondiale. In questo splendido arcipelago la pacifica popolazione locale fu vittima di entrambi gli eserciti, americano e giapponese: fu quest'ultimo infatti a inculcare nella mente dei locali che gli americani fossero dei barbari, e che da priogionieri sarebbero stati comunque torturati e uccisi, per cui era più onorevole un suicidio per non umiliare l'imperatore.

L'isola è rimasta per anni staccata dal Giappone e sotto il controllo degli americani, fino al 1972. Ancora oggi il 19% del territorio è occupato da basi militari americane, e lo sarà ancora a lungo, almeno finchè la Corea del Nord continuerà a fare test missilistici e a sviluppare tecnologie nucleari. Conscia di ciò la popolazione di Okinawa, notoriamente calma e pacifica, cerca di sopportare i soldati americani che da anni sono autori impuniti di stupri, rapine, omici e violenze di ogni genere.

Nonostante il boom turistico di Okinawa nei primi anni di questo decennio, che ha fatto conoscere questo stupendo arcipelago in tutto il mondo, sembra che i soldati americani non ancora apprezzino le bellezze locali. Anzi.

Tra le pagine di MySpace ce n'è una che si chiama "Okinawa Genocide": non è una pagina ad interesse storico, ma una pagina redatta da un militare statunitense che esordisce in questo modo:

"Se ti trovi ad Okinawa, e la odi, se sei stanco di guidare a 24km/h ovunque... se vai da Jusco o in qualsiasi altro negozio e ti vengono i nervi a sentire il banjo di Okinawa....se colpisci bambini ogni volta che entri in un family mart... se ti fa schifo la soba... unisciti a noi"

Poco più in basso c'è la discussione "perchè odi okinawa?". La pagina sembra che non inciti esplicitamente alla violenza contro i locali, ma basta il terribile nome del sito per chiarire che si tratta di un sito razzista, xenofobo e violento.

Finchè ci saranno persone come queste nel mondo, la pace e la tolleranza saranno sempre più difficili. E la Storia, quella del Genocidio, quella delle 120.000 vittime civili su una popolazione di 450.000 e dei 66.000 militari giapponesi su 70.000, e dei 12.000 soldati americani morti su 180.000, sembra che anche questa volta non abbia insegnato niente.


Ai posteri l'ardua sentenza...

mercoledì 19 novembre 2008

Già odio Facebook


Facebook è la prova che i testimoni di geova hanno ragione sulla fine imminente del mondo, è l'undicesima piaga d'egitto estesa a tutti gli internet dipendenti, e mannaggia mi si riempie la casella della posta con tutte ste stronzate! Ma non c'avete un cazzo da fà???

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