una mano lava l'altra

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mercoledì 19 agosto 2009

Gruppo Strumentale di Ateneo GSA Università degli Studi dell’Aquila, appello per la musica e la cultura

Riporto l'appello del gruppo strumentale d'ateneo. Leggete attentamente e diffondete!

Cari amici,
sono l’ing. Francesco M. Iaconis, Professore Ordinario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila.
Sono Presidente del Gruppo Strumentale di Ateneo, che è una libera associazione “non profit” facente parte della stessa Università e che è nata presso la Facoltà di Ingegneria nell’Anno Accademico 1996-97 con il fine di diffondere presso la popolazione universitaria la conoscenza della musica in maniera il più possibile attiva e partecipativa.

Esso è costituito essenzialmente da allievi ed ex allievi della Università degli Studi dell’Aquila, da allievi di Conservatorio, da amanti della musica, che si dilettano a suonare uno strumento, da giovani talenti e da artisti già affermati.

Sin dalla sua fondazione il Gruppo Strumentale di Ateneo ha organizzato con cadenza annuale una stagione di concerti: “I Mercoledì musicali della Facoltà di Ingegneria”, tenuti, sino all’Anno Accademico 2007-08, presso la Sala del Consiglio di Facoltà della Facoltà di Ingegneria.
Dallo scorso Anno Accademico era stata iniziata la tredicesima stagione di concerti: “I Giovedì musicali di Ateneo”, tenuti, sino alla data del drammatico sisma, in pieno centro storico de l’Aquila, nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia in Palazzo Camponeschi, prestigioso palazzo risalente al XV Secolo.

Nei tredici anni della sua vita il Gruppo Strumentale di Ateneo ha organizzato 67 concerti di Musica da Camera e 56 Concerti tenuti dalla sua Compagine Orchestrale, a cui hanno partecipato i giovani associati ed artisti già affermati, offrendo soprattutto a molti giovani talenti l’occasione di cimentarsi su una prestigiosa ribalta.

Come si può immaginare, il terremoto del 6 aprile, insieme a tutta la Città de L’Aquila, ha colpito con estrema durezza anche il Gruppo Strumentale di Ateneo, il quale ha perso tutto (le sale delle prove e dei concerti, i beni strumentali necessari al suo funzionamento, parte della strumentazione, ogni supporto logistico e la sede dell’Associazione).

Tuttavia, nonostante l’immane tragedia, il Gruppo Strumentale di Ateneo è ancora in piedi.

Infatti, per onorare gli impegni culturali contratti in data antecedente al sisma, a costo di inenarrabili sacrifici, pellegrinando tra le varie tendopoli per poter eseguire le prove d’orchestra, con tenacia ed abnegazione, è riuscito a tenere il 23 maggio 2009 presso il Circolo Montecitorio della Camera dei Deputati in Roma il già programmato Concerto (promuovendo in quella occasione anche una raccolta di fondi per la ricostruzione de L’Aquila in collaborazione con l’A.I.F.O.) e, successivamente, il 19 giugno, sull’onda del successo ottenuto e su invito di alcuni generosi musicisti, un altro Concerto presso il Teatro di Marcello in Roma.

Il Gruppo Strumentale di Ateneo è ancora in piedi, ma non ha più nulla.
Gli è rimasta solo una smisurata voglia di continuare a fare cultura e di continuare a suonare.

Il Gruppo Strumentale di Ateneo è ancora in piedi, ma fino a quando?

Data la sua natura di libera Associazione a carattere volontaristico il Gruppo Strumentale di Ateneo non godeva di finanziamenti pubblici, né aveva accesso a contributi di enti locali per le manifestazioni culturali proprie.
Tutto era affidato alla sensibilità ed alla generosità dei fedeli spettatori, amanti della musica, di alcuni sponsors e di coloro che invitavano il Gruppo Strumentale di Ateneo a tenere dei Concerti.

Ora tutto ciò non esiste più.

Il Gruppo Strumentale di Ateneo, nonostante abbia dimostrato sul campo, con i suoi 123 Concerti, di meritare di continuare a vivere, deve dunque morire?

La sua smisurata voglia di continuare a suonare dovrà dunque andare dispersa?

Chi riterrà che l’impegno culturale di questi ultimi 13 anni sia stato, in qualche modo degno di apprezzamento e che il patrimonio artistico accumulato non meriti vada disperso, lasciando morire il Gruppo Strumentale di Ateneo dell’Università dell’Aquila, ascolti questo accorato appello.

Il Gruppo Strumentale di Ateneo non chiede nessun sostegno economico diretto, ma soltanto la possibilità di continuare a suonare, eseguendo ancora il repertorio, che ha decretato il suo innegabile successo, con i suoi musicisti e la loro gran voglia di tornare a fare musica, in Abruzzo e per l’Abruzzo, nel territorio aquilano, ma anche il qualunque altro luogo in cui esso possa tenere i suoi Concerti di Solidarietà.

Chi riterrà di potergli e di dovergli dare un aiuto potrà invitare il Gruppo Strumentale di Ateneo a tenere dei Concerti di Solidarietà nelle proprie sedi oppure lo potrà coinvolgere nelle manifestazioni culturali localmente patrocinate (festival, eventi musicali e non) con la certezza che la sua bella musica, il suo repertorio, i suoi musicisti, forti del prestigio guadagnato in tredici anni di Concerti e di iniziative culturali, potranno significativamente contribuire alla loro riuscita.

La e.mail del Gruppo Strumentale di Ateneo è : gsa.univaq@virgilio.it
I cellulari a cui far riferimento sono :
347 – 33.05.683
328 – 27.12.044

Un grazie a tutti con le più vive cordialità

L’Aquila, 5 agosto 2009

Francesco M. Iaconis

sabato 1 agosto 2009

Forse ci vado!

Aquilani in cammino - Trekking costiero dal Tronto al Trigno / L'Aquila earthquake victims on the road - 133 km of coast trekking in Abruzzo

Il vizio di camminare non lo abbiamo perso mai! In mancanza di tutte le salite e discese della nostra città e delle montagne che la circondano, vogliamo proporre una camminata collettiva lungo l'Adriatico, che attraversi l'Abruzzo dal confine settentrionale con le Marche a quello meridionale con il Molise.
L'invito a camminare insieme è rivolto a tutti (Aquilani e non) e assolutamente aperto. Ognuno è libero di aderire alla passeggiata nei modi che più gli sono congeniali: che sia per tutta la sua lunghezza e durata, per una singola tappa o anche soltanto per pochi metri.
Si tratta sì di un evento sportivo (e in parte anche turistico), ma non vogliamo certo fare mistero del valore simbolico che lo accompagna. Intraprendere questa marcia può essere un'occasione di incontro e di dialogo, un'occasione per non perdere le buone abitudini, come quella delle escursioni e del contatto con la natura, per elaborare attraverso l'esercizio fisico il lutto e il dramma dello sradicamento, per appropriarsi spiritualmente di un territorio in cui molti di noi si trovano a vivere in un costante stato di sospensione e incertezza, ed è anche un'occasione per i non Aquilani di manifestare la propria solidarietà unendosi al cammino. E soprattutto la nostra speranza è che questa passeggiata sia preludio ad un prossimo ritorno all'Aquila...

Il luogo deputato a fungere da sentiero sarà, dove possibile, la battigia (bagnasciuga), spazio pubblico e libero per antonomasia. La marcia (a meno di imprevisti) partirà il 19 agosto dalla sponda sud del fiume Tronto e si concluderà il 24 agosto sulla sponda nord del fiume Trigno, per un totale di circa 133 km, articolati nelle seguenti tappe:

- 19 agosto: Martinsicuro - Cologna Spiaggia, 20 km;

- 20 agosto: Cologna Spiaggia - Silvi Marina, 24 km;

- 21 agosto: Silvi Marina - Francavilla, 23 km;

- 22 agosto: Francavilla - Fossacesia Marina, 28 km;

- 23 agosto: Fossacesia Marina - Lido di Casalbordino, 15 km;

- 24 agosto: Lido di Casalbordino - San Salvo Marina 23 km.

Le tappe non sono eccessivamente lunghe, e non saranno affrontate nelle ore più calde della giornata, ma su per giù in fasce orarie comprese fra le 6 e le 11.30 di mattina e fra le 16 e le 20 di sera. Tuttavia sarà necessario un minimo di resistenza, non solo fisica, ma anche mentale, visto che l'impegno e lo sforzo saranno costanti e aggravati dal carico dello zaino, e data l'assenza di giornate di riposo e la brevità di momenti di recupero. Si consiglia di munirsi di molta acqua.

È sottinteso che sarà responsabilità di ciascuno provvedere a sé stesso per quanto riguarda vitto e alloggio.

Ci auguriamo che l'iniziativa possa coinvolgere il più alto numero di persone e invitiamo tutti a diffonderla (tramite facebook o altri mezzi).

A presto!




Per ulteriori informazioni / For further information:

Valerio Congeduti

valeriocongeduti@alice.it

3480335512

domenica 12 aprile 2009

Dopo il terremoto a L'Aquila: sono sopravvissuto.

Questo l'ho scritto di getto su una panchina sulla strada parco domenica 12 aprile, a sei giorni dal terremoto.

A Pescara mi sembra di camminare sulla superficialità fatta cemento e asfalto. Non dappertutto ovviamente, solo in alcune parti della città, quale per esempio esemplare il centro della città. Questo consumismo di cui avevo già parlato quasi mi nausea, l’apparire “show for show sake” riempie i miei occhi che hanno visto qualcosa che li ha riempiti e li terrà satolli per il tempo necessario. Esemplare anche il fatto che per una settimana non ho ascoltato musica di mia spontanea volontà; solo ieri ho ripreso in mano l’i-pod e mtv, che quasi come in una pregie ascoltata mia ha riservato un bel quartetto di favorites. Tiziano mi dice che la mia vita non passerà, e Carmen dice di non essere per niente stanca. In quanto a musica portami in cielo nel piazzale della scuola allievi ufficiali della guardia di finanza mi è bastato: ma poiché non c’è limite alla voglia umana avrei gradito la presenza di Andrea a supportare questo miserere pieno di speranza.

Ho pensato: e il futuro? Non mi preoccupa l’organizzazione di esami e tesi, né il fatto di dover cambiare probabilmente sede universitaria l’anno prossimo; è che per un attimo non ho visto scopi reali, e anche l’intenso pensare sulle possibilità della mia relazione con Melissa è svanito. Ho sentito poco l’ambientale alla messa del mercoledì santo di Eusebio al catechumenion, ,ma dopo ieri una parola è tornata. Tutto passa, gli affetti , le cose , le persone , i progetti , la vita; e ora vicino a me c’è un ragazzo ben vestito, carino, su una bici, che si è fermato a parlare per quello che può con un signore: lui non può parlare quasi per niente, sembrano tutti suoni lamentosi, ma capisce benissimo, e si aiuta con i gesti; io la parola ce l’ho ancora, ma non posso affidarmi ad essa come ad un’ancora infinita, poiché anche la batteria di questo f3jp si esaurirà. Solo l’amore resta.

Andrea è sopravvissuto alla casa dello studente, e meno male, perché mi ha spezzato la parola del profeta: anche se i monti vacillassero – e hanno vacillato alla grande – la mia promessa è eterna, e tu non finirai, perché l’amore supera tutte le barriere dell’esistenza. E ieri dopo sei giorni di pensiero costante rivolto al terremoto e un mini attacco di panico a letto, non ho pensato per un paio d’ore a tutto questo. Sia ben inteso, io non voglio dimenticare niente: non ho visto morti, non sono uscito in modo fortunoso e miracoloso dalle macerie, i miei parenti e amici sono incolumi, tranne un amico conoscente di ingegneria, la casa mia è distrutta, ma non è di mia proprietà; insomma volendo sono il meno colpito di tutta la faccenda. Eppure non c’è più casa leonardis, il cuore della nostra vita universitaria, di mille uscite , di mille avventure andate male con ragazze e donne più o meno disponibili, di ubriacature, di ore passate a parlare degli amici che ci sono o che ti tradiscono, di Cristo, allenamento e cene pantagrueliche a base di tonno, pane e prosciutto che si taglia, e poi tantissima musica, e tanto studio di notte per recuperare i giorni passati a non fare niente. Come sono attaccato alle affettività!

Quello che più ti resta dentro è la sofferenza che leggi negli occhi delle persone, e la consapevolezza che li capisci, almeno in parte, più di tutto il resto d’Italia, perché là tu c’eri, anche tu sei stato svegliato dal rumore basso e assordante del tremore, e poi il letto che si muove e camminare a piedi nudi sui calcinacci, la porte che non si vuole aprire perché tutto è deformato, tutti i tuoi oggetti per terra che non noti neanche perché la tua preoccupazione è una giacca, gli occhiali e il portatile, e solo dopo è necessari infilarsi i pantaloni, cosa importa uscire in mutande? Non aiuta molto la consapevolezza di aver salvato un gruppo di persone chiuse nel proprio condominio, intrappolate e in panico reale, né l’aver aiutato per otto ore impiedi senza calze nelle scarpe la polizia a deviare il traffico e far entrare agevolmente le colonne di soccorsi. La sera stessa c’è stata una voglia forte, mia e di Manuel, di tornare a l’aquila: come stare a casa, sicuri, nel letto, sapendo che lì c’è ancora moltissimo da fare, da scavare, da recuperare, da consolare, da organizzare, da salutare e vedere e dire “sono contento che tu sia vivo”.

Eppure Cristo è risorto, e ci viene a donare la vita eterna già da questa vita terrena, insieme a persecuzione e croce. La mia croce è la mia storia, il non avere un obiettivo. Credo a questo punto che questa croce dovrò tenermela ben stretta, perché è evidente: è la mia scala di giacobbe. E il tatuaggio sulla mano, il mio nome inciso sulle palme delle sue mani, che farà in modo che non si scordi mai di me, e io di lui, è scritto e inciso con il ferro di un chiodo.

sabato 4 aprile 2009

Trema terra treemaaaaa...

O aquilani, vi sembra di aver sentito un altro terremoto, ma forse ormai è la vostra immaginazione? Dopo il terremoto di grado 4° richter volete sapere qual'è stata la potenza sprigionata dall'ultimo sussultorio??? Ecco il link facile facile che fa per voi. Se in generale volete saperne di più e in modo rigoroso e scientifico consultate il sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia . Inoltre ho inserito un simpatico tool html sulla sinistra che riporta l'attuale prezzo del petrolio scambiato in borsa, con i report dell'ultimo mese-quadrimestre-anno/i. Se ci cliccate sopra inoltre nel sito troverete una sezione dedicata al lavoro nel settore petrolifero.
Jaa ne!

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